Cena al buio a Soriano Calabro

“Spegni la Luce e accendi i Sensi” non è stata una proposta indecente dell’U.I.C.I.

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Ancora una CENA AL BUIO per favorire una Nuova Cultura

 

“Spesso ciò che abbiamo crediamo ci sia dovuto”. “Noi, finita la cena, rivedremo la luce, ma pensa chi continuerà a vivere nel buio…”.  Queste sono solo due delle tante riflessioni – tra quelle non espresse in pubblico - colte durante e dopo l’iniziativa, che ha coinvolto la comunità di Soriano Calabro e diversi amici giunti da Vibo per provare le forti sensazioni di un evento che, più volte all’anno, offre ai vedenti l’opportunitàdi sperimentare una cena, momento normalmente tra i più rilassanti della giornata, alla maniera di chi non vede, calandosi nelle difficoltà e valorizzando i sensi residui e la vita nella sua “straordinaria normalità”. Il ristorante “La rosa dei venti” ha ospitato alla grande i circa quaranta commensali, collaborando al meglioper la buona riuscita della manifestazione, svoltasi in locali particolarmente accoglienti e decisamente idonei allo scopo. Già in mattinata l’oscuramento della sala a cura di Tommaso ed Angelo, coadiuvati da alcuni giovani del servizio civile – impegnati anche nel resto della giornata con ruoli differenti e tutti ben svolti. Poi, la serata davvero speciale: quella di quanti hanno lavorato facendo da trait d’union tra la cucina e la sala al buio; quella dei tre inappuntabili camerieri non vedenti (Francesco Bretti, Roberto Crocco e Agostino Marzella), stupefacenti per la loro professionalità; quella di Giuseppe Bartucca, che ha accompagnato gli ospiti nella scoperta dei cibi degustati; quella degli stessi commensali, che dopo il forte impatto iniziale – metabolizzato da ciascuno in modo differente (per alcuni in maniera anche rumorosa), hanno potuto  riscoprire il valore dell’ascoltare, il bello del toccare, il piacere del gustare e il fascino dell’individuarei profumi,nel segno della conoscenza edell’immedesimazione,  dell’esplorazione e della condivisione, così come  negli intenti degli organizzatori. Prima d’entrare in sala, la presentazione dei partecipanti secondo la composizione dei tavoli, e alla fine della cena la riaccensione delle luci ed un brindisi festoso, con la consapevolezza di aver vissuto tutti una nuova e straordinaria esperienza, che ha sicuramente lasciato il segno nell’intimo di ciascuno, segno che sboccerà in tempi e modi differenti, così come avviene per i tanti fiori che arricchiscono il giardino della nostra vita.   

Foto di gruppo, prima dell'ingresso in sala, dei commensali del primo tavolo insieme ai camerieri Francesco Bretti e Agostino Marzella

Brindisi finale con i partecipanti alla cena